In grembo al respiro

La tenda diafana si alza
come una piuma incantata che ignora la gravità.
Non sventola ma sussurra
e offre il fianco al vento come pelle che conosce il brivido
prima ancora del tocco.

Si gonfia senza chiedere
come fa il cuore quando non si difende.
C’è una timidezza nobile in quel movimento
un pudore che danza con la trasparenza
e dice più del mostrarsi nudo.

Ogni lembo si curva e si tende.
E in quell’oscillare tra dentro e fuori
c’è tutta la grammatica della nostalgia
la spinta ad uscire
ma anche il richiamo a restare.

La luce vi filtra senza urgenza
si spezza in riflessi dorati
che accarezzano il pavimento come pensieri
troppo leggeri per diventare voce.

La tenda si piega, si svuota e si ritira.
Non per stanchezza
ma per lasciar spazio al prossimo alito
come chi ha imparato l’arte sottile
di non trattenere nulla.

E io la guardo
e sento nel petto
quella stessa resa elegante
quella stessa fiducia cieca
in qualcosa che non si vede
ma che muove tutto.

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Il filo rosso

Il nostro desiderio è un filo sottile
che si tende tra le stelle e il buio
un sussurro che non trova orecchie
un respiro che sfuma nell’aria senza eco.

Le parole svaniscono risucchiate dal silenzio

le nostre mani si cercano in sogni lontani
ma i mondi tra di noi sono troppo vasti
eppure la voglia di attraversarli è una luce
che ci guida e ci tiene vivi
anche quando la realtà ci tiene fermi
incapaci di sfiorarci e di essere vicini.

Ma tra noi c’è un vuoto che pesa
un’ombra che rende impossibile il passo.
Eppure il cuore batte forte
come se sapesse che nulla è mai davvero lontano.

Ogni desiderio è un filo sottile
che vibra nell’aria tra le stelle
un sussurro che sfiora le ossa
un’eco che non ha voce
ma che dentro ci scuote e ci incendia.

I mondi tra di noi sembrano infiniti
eppure la voglia di oltrepassarli
è più forte di qualsiasi barriera.
E’ la luce che ci guida nel buio
la promessa che nulla rimarrà nascosto
che ogni ostacolo diventerà polvere al vento.
laddove il nostro desiderio si farà carne,
e il nostro incontro sarà il nostro respiro.

E un giorno, senza preavviso
quel desiderio che ci ha tenuto sospesi
si trasformerà in realtà
e tutto ciò che sembrava impossibile
si dissolverà in un istante
come se non fosse mai esistito
perché ci troveremo
e la distanza sarà solo un ricordo lontano
laddove la passione si farà carne
e il nostro incontro sarà il nostro respiro.

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Eco senza pace

Sono una mente senza confini
un mare in tempesta
dove le onde sono pensieri
che si infrangono senza sosta.

Non c’è pace nel mio respiro
ma solo una continua rincorsa
e una fitta rete di domande
che si intrecciano tra loro
come spine che mi graffiano l’anima.

Ogni momento è un orologio                                                                                                                                                                                                                                                            che non smette di battere.                                                                                                                                                                                                                                                                Un ticchettio incessante                                                                                                                                                                                                                                                                     e un’eco che non trova mai il silenzio.

Ogni parola che pronuncio è già un’altra domanda,
un altro dubbio in cerca di risposte
e mi perdo in un labirinto che non ha uscita.

Non c’è tregua nei miei pensieri.
Ogni pensiero è un fuoco che brucia
un vortice che mi consuma
che mi inghiotte senza pietà.

Eppure, nel mio cuore,
so che non c’è via di fuga
la mente è il mio prigioniero,
un carceriere che non dorme mai.

Non c’è riposo nel mio cammino
solo un incessante mormorio di domande,
una danza senza fine
che non giunge mai alla quiete.

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Ferite

Che delusione vedere

contemplare le ferite come trofei

in un museo

che nessuno ormai visita.

Nel limbo dove si lascia

il tempo marcire

si ostenta un dolore

che non esiste più.

Le ferite guariscono

diventano, forse, cicatrici

L’autocommiserazione

è solo un alibi.

Vedo la ferita come abitudine

e non ho compassione

per il naufrago che affoga

per suo volere.

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Il vento che svela

Le bugie sono come sabbia tra le dita,
un granello sfugge ma mille se ne accumulano
e ogni parola non detta è una montagna
che cresce in silenzio.

Le omissioni sono nubi che nascondono il cielo
un velo che copre l’orizzonte
ma dietro di esse il sole continua in uno splendore fittizio
in attesa del momento che il vento le spazzerà.

La verità è una luce che può essere spenta
una fiamma soffocata da vento gelido
e non sempre risplende
ma si cela nascosta tra le pieghe del tempo.

Le bugie costruiscono castelli di sabbia
ma un soffio di vento, un tocco di realtà
può farli crollare senza preavviso
nel buio dove niente è più certo.

Ogni parola non detta è una foglia che appassisce
un frammento di luce che svanisce nel buio dove le ombre si allungano.

Le bugie sono fiumi che ingannano la terra
la fanno credere fertile
ma sotto l’acqua limpida si nascondono le rocce
che strappano via la quiete lasciando cicatrici.

E seppur tra le crepe la verità germoglia prima o poi.
Solo quando il silenzio si spezza e l’oscurità si dissolve
si vede la terra sana, pronta a fiorire di nuovo. Ma senza un vento rivelatore tutto rimane una farsa.

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La Sacerdotessa

Si cominci il rito!

Si chiudano i cancelli

le porte dell’estasi si spalanchino.

Ogni gradino è un battito accelerato

che mi conduce al santuario del piacere.

Sono la Sacerdotessa del nostro culto segreto

il mio corpo un altare

su cui sarà sacrificare il velo dell’innocenza.

Alla fine dei gradini il rituale ha inizio.

Le tue labbra si muovono, i tuoi occhi mi guardano

Le parole diventano incantesimi proibiti

mani che mi percorrono.

Siedo al trono della mia brama

le gambe divaricate in un invito silenzioso.

Le mani cominciano il loro viaggio.

Il mio cuore impazzito, le tue mani salde intorno al tuo piacere

Il respiro si fa corto, la tensione cresce

Tu, dall’altro lato, testimone silenzioso del mio abbandono

i tuoi occhi che bruciano di un desiderio riflesso di me.

Benzina lontana che infiammi il mio ardore.

Ancorata alla poltrona con le cosce tremanti

nel momento in cui il tempo si ferma e l’universo trema.

Un grido silenzioso mi sfugge

Con il tuo abbandono mi scuoti, mi trasformi.

Tu il mio nume tutelare, mi osservi con occhi di fuoco

partecipe del mio estremo abbandono.

Poi, la calma. Il respiro si placa, le onde si ritirano.

Lo schermo si spegne ma la tua immagine persiste

Scendo i gradini

E nel buio sorrido sazia

pronta a ricominciare il rituale ogni notte, ogni volta.

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L’autunno nel cuore

Si sfoglia il cuore come un vecchio libro
con le pagine ingiallite che odorano d’addio
dove ogni parola è un volto, un ‘emozione
che fu tempesta e adesso è canto d’oblio.

Nei viali rossi delle mie stagioni
camminano i ricordi a testa china
cercando rami spogli, ragioni e conclusioni
in un tramonto rossastro che più si avvicina.

Tutto era luce in un bicchiere rotto
una promessa in bilico sul tempo
ora quel tutto è diventato impalpabile vento
che fa spazio tra le cose vissute e le porta via con sé.

C’è una luce sotto ogni radice
un germoglio che danza tra le crepe del terreno e non ci lasciamo ferire da tutto ciò che si spezza
alcuni sogni si abbandonano per viverne di altri più emozionanti.

L’aria si fa più pura, il cielo brilla nei miei occhi
e io sento un canto nuovo dentro al mio cuore
non è più un ricordo ma un sentimento nuovo
una piccola fiamma che comincia ad ardere.

Così mi lascio andare a ciò che viene
con mani pronte a stringere il nuovo
l’amore vero arriva tra le vene,
vestito d’oro e batte nel mio petto.

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LO SPECCHIO

Davanti allo specchio due occhi si guardano
in un silenzio profondo
dove il battito diventa assordante.

L’immagine si sdoppia ma non si separa
due volti si confondono e si svelano
l’uno è l’altra eppure…diversi
e i due riflessi si abbracciano senza parole.

Ogni sguardo è una chiave che apre porte invisibili
ogni sorriso un ponte che accorcia le distanze.
Nel vetro lucido della realtà si specchiano i pensieri
e ogni riflesso diventa l’eco di ciò che si è.

Così, nell’incontro di due esistenze
si perde la linea sottile che divide
e lo specchio diventa un luogo senza tempo
dove non esistono confini.

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Manuale per annoiarmi (con successo)

Parlatemi ancora, vi prego

del tempo che fa.

Del cane che abbaia, di frasi fatte,

del prezzo del pane, del buco nella calza.

Sì, ditemi tutto.

Portatemi pure

nei salotti delle ovvietà

e offritemi un cocktail

di chiacchiere insipide e zucchero a velo.

Se annoiarmi fosse uno sport

sarei già sul podio.

Medaglia d’oro, sguardo fisso

e l’applauso finto di chi non ha capito

che certe parole sono solo nebbia.

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SILENZIO

Sono una tessitrice di nuvole
un’anima che vaga in un cielo senza confini
dove ogni pensiero è un fulmine
una tempesta che non si placa mai.
Le parole che scrivo
sono battiti di un cuore che non trova pace
fiumi di silenzio che parlano più forte di mille grida.
Ogni lettera è un respiro
ogni frase è una ferita che si cura
con il miele di un’anima in cerca di verità.

Il giorno è troppo vivo per me
mi induce a nascondermi sotto le coperte della notte.
Lì, nel buio, trovo la mia dimora
un rifugio segreto dove l’inquietudine diventa poesia
Nel buio vivo la mia vera essenza
dove nessuna maschera è necessaria
e nessuna parola suona falsa.
Solo in quella solitudine mi sento intera
senza bisogno di mostrarmi.
Lì, dove nessuno può entrare senza permesso
dove solo pochi hanno il coraggio di venire
mi guardi
perduta e trovata in ogni sussurro di silenzio.
preferisco essere quella che tace
quella che scrive
quella che vive tra le ombre
sino a diventare una leggenda di luce invisibile.

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